L’art. 4 dello Statuto del lavoratori dopo il #JobsAct: come applicare i nuovi commi 2 e 3

Nell’intento di individuare qualche riferimento utile nella pratica applicativa, abbiamo predisposto una tabella di comparazione tra vecchio e nuovo testo dell’art. 4 e abbiamo ripreso schematicamente i temi essenziali, da esplorare anche alla luce di qualche nuovo spunto di riflessione.

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#JobsAct senza privacy: criticità del testo del Governo e proposta alternativa

Tempi moderni (1936)Ha suscitato molto clamore e decise proteste la modifica dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori inserita nello schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 giugno scorso. Nonostante la parziale retromarcia “interpretativa” e la non convincente smentita dell’indiscriminata liberalizzazione dei controlli “a distanza” dei lavoratori, in realtà il testo attuale della norma (ora sottoposta la vaglio delle competenti Commissioni XI Lavoro e V Bilancio della Camera e poi del Senato) lascia mano libera al datore di lavoro, demolendo un presidio essenziale di tutela dei lavoratori sul luogo di lavoro.
Anche il Garante per la protezione dei dati personali, in occasione della sua relazione annuale al Parlamento, è intervenuto sull’argomento lasciando intendere che sarebbe auspicabile una modifica del testo già approvato dal Governo.  
Estratto del discorso del Presidente Soro

Nei rapporti di lavoro il crescente ricorso alle tecnologie nell’organizzazione aziendale, i diffusi sistemi di geolocalizzazione e telecamere intelligenti hanno sfumato la linea – un tempo netta – tra vita privata e lavorativa.
È auspicabile che il decreto legislativo all’esame delle Camere sappia ordinare i cambiamenti resi possibili dalle innovazioni in una cornice di garanzie che impediscano forme ingiustificate e invasive di controllo, nel rispetto della delega e dei vincoli della legislazione europea.
Un più profondo monitoraggio di impianti e strumenti non deve tradursi in una indebita profilazione delle persone che lavorano.
Occorre sempre di più coniugare l’esigenza di efficienza delle imprese con la tutela dei diritti: obiettivo che ha ispirato tutte le decisioni dell’Autorità nelle numerose verifiche preliminari nonché nelle linee guida in materia di biometria.

Abbiamo provato a riformulare la disposizione cercando di coniugare le esigenze di semplificazione con il mantenimento delle tutele attualmente garantite, sperando che questa proposta alternativa possa costituire lo spunto per ulteriori riflessioni:
7. spiegazione dettagliata della proposta

  1. divieto di strumenti utilizzati esclusivamente o prevalentemente per il controllo a distanza
  2. semplificazione degli adempimenti e modalità di utilizzo degli strumenti di lavoro per ulteriori finalità
  3. divieto di controllo attraverso strumenti di proprietà del lavoratore utilizzati anche per rendere la prestazione lavorativa
  4. liberalizzazione dei sistemi di gestione degli accessi e delle presenze
  5. inutilizzabilità assoluta dei dati trattati illecitamente

8. conclusioni
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