L’art. 4 dello Statuto del lavoratori dopo il #JobsAct: come applicare i nuovi commi 2 e 3

Nell’intento di individuare qualche riferimento utile nella pratica applicativa, abbiamo predisposto una tabella di comparazione tra vecchio e nuovo testo dell’art. 4 e abbiamo ripreso schematicamente i temi essenziali, da esplorare anche alla luce di qualche nuovo spunto di riflessione.

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Novità sul #SafeHarbor dalla 37 International Privacy Conference Amsterdam 2015

safeharbor_IPC2015Ieri mattina, alla chiusura dei lavori della 37 International Privacy Conference Amsterdam 2015, si è toccato – sia pure incidentalmente e in via strumentale rispetto ai temi che costituivano oggetto della conferenza – il “tasto” Safe Harbor.

Web Marketing e Privacy – Business International – Milano, 25 settembre 2015

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Web Marketing e Privacy
Business International – Milano, 25 settembre 2015

Il seminario fa il punto sugli adempimenti necessari per adeguarsi alla normativa italiana ed europea in materia di cookie e profilazione on-line, anche alla luce degli ultimi chiarimenti del Garante.
L’obiettivo è di individuare una guida dei possibili accorgimenti da seguire nell’adeguamento del sito web, anche nell’ottica di ridurre il rischio di sanzioni in caso di controlli del Garante a partire dai prossimi piani ispettivi.

#cookielaw: esame senza sconti degli ultimi “chiarimenti” del Garante

cookielaw_reloadedTorniamo per la terza volta in pochi giorni ad occuparci della questione della c.d. #cookielaw, su cui ci siamo soffermati per gli aspetti prettamente giuridici nell’articolo Cookie: la disciplina applicabile e le criticità del provvedimento del Garante e sugli aspetti più pratici in #cookielaw: the day after (v. 0.9).

Il malcontento da parte soprattutto dei piccoli blogger amatoriali ha dato origine a proteste plateali e petizioni, ma il Garante non ha fatto marcia indietro né ha corretto l’impostazione del proprio intervento. Come traspare dal titolo, di seguito troverete un esame puntuale e non particolarmente benevolo dell’operato del Garante sulla questione #cookielaw e, in particolare, dei suoi ultimi (tardivi) “chiarimenti”.

Ma esistono modi semplici e chiari per essere conformi alla disciplina europea e nazionale, come dimostrano gli esempi (taluni anche autorevoli) che vi presentiamo.

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Il procedimento sanzionatorio del Garante e le FAQ sulle sanzioni

Il procedimento sanzionatorio del Garante e le FAQ sulle sanzioniIl Codice in materia di protezione dei dati personali pone in capo a chi tratta dati personali una serie di adempimenti affinché tali trattamenti risultino conformi ai principi nazionali e comunitari che regolano la materia, volti ad assicurare agli individui che i loro dati siano trattati in modo lecito, che essi siano informati delle caratteristiche del trattamento e che possano opporsi ad esso ove ne ricorrano le condizioni. Non tutti sanno che a presidio di tali principi sono previste sanzioni amministrative (e, in taluni casi, anche penali) di diversa entità, che possono raggiungere importi considerevoli: basti pensare che, nel momento in cui scriviamo, la sanzione più elevata mai irrogata risulta essere quella nei confronti di Google Inc. per il servizio Street View pari a € 1.000.000.

Di recente il Garante ha pubblicato delle FAQ relative alle proprie sanzioni che nell’articolo vengono integrate con ulteriori indicazioni utili per comprendere, nel caso in cui siate destinatari di una sanzione da parte dell’Autorità, quali siano gli strumenti a vostra disposizione per difendervi di fronte al Garante nel corso del procedimento sanzionatorio.

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Attività di controllo e sanzionatoria del Garante – Business International – Milano 16 aprile 2015

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Attività di controllo e sanzionatoria del Garante
Business International – Milano, 16 aprile 2015

Il seminario, dopo uno sguardo introduttivo alle regole che saranno definite dal futuro Regolamento Europeo, analizza le attuali sanzioni amministrative e penali, gli accertamenti definiti prioritari dal Garante per il primo semestre 2015, le modalità di svolgimento delle attività ispettive e sanzionatorie e le forme di partecipazione ai relativi procedimenti.Al di là dell’analisi dei meri adempimenti, l’obiettivo è quello di illustrare i rischi concreti legati al mancato rispetto della normativa privacy nell’ambito delle attività quotidiane di gestione del business e dell’organizzazione aziendale e di fornire orientamenti sulle misure per limitare tali rischi, nella considerazione che ormai ciascuna azione aziendale impatta su trattamenti di dati personali.

Proposta del Garante di modifica dell’apparato sanzionatorio

modifica sanzioni privacyDi recente si è appresa la notizia di una proposta inviata dal Garante al Governo di intervento sull’apparato sanzionatorio previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali, risalente al settembre scorso.

Non è la prima volta che ciò avviene ma, a differenza del passato, in questo caso è il Garante stesso che ne rende pubblici termini e contenuti.

Il Garante propone «possibili misure di semplificazione della normativa in materia di protezione dei dati personali, volte a snellire gli adempimenti cui sono tenuti, oggi, i titolari del trattamento e a razionalizzare il relativo quadro sanzionatorio» soprattutto a beneficio di «piccole e medie imprese o comunque [d]i soggetti, anche pubblici, di modeste dimensioni, senza tuttavia abbassare lo standard delle garanzie per i cittadini e nel rispetto dei vincoli dell’Unione europea», individuando tre linee d’intervento:

a) rimodulazione del quadro sanzionatorio e «aumento dell’equità nell’applicazione delle sanzioni, mediante, fra l’altro, la ridefinizione dei confini tra le fattispecie penali e amministrative», «la limitazione della responsabilità penale per la mancata adozione delle misure minime di sicurezza ai soli casi in cui ne sia derivata una conseguenza negativa nella sfera giuridica degli interessati» e la previsione di sanzioni più gravi nei casi di violazioni reiterate;

b) «riduzione dei costi diretti e indiretti (di consulenza e assistenza legale) per i soggetti destinatari di sanzioni» mediante l’introduzione di una modalità agevolata di definizione delle violazioni in caso di prima violazione e «diminuendo i casi in cui non è ammessa l’estinzione mediante oblazione»;

c) aggiornamento delle misure minime di sicurezza prevedendo «anche con disposizioni differenziate in ragione dei rischi effettivi per i diritti degli interessati e minimizzando l’impatto economico delle stesse, in particolare presso le piccole e medie imprese, liberi professionisti e artigiani».

Si parla di semplificazione e snellimento degli adempimenti, di riduzione dei costi e di aggiornamento delle misure minime di sicurezza e ciò potrebbe indurre a pensare ad una sorta di smobilitazione da parte del Garante o di depotenziamento dei suoi strumenti; inoltre questi interventi potrebbero sembrare intempestivi in ragione della presumibile imminente approvazione del nuovo regolamento UE in sostituzione della direttiva 95/46/CE.

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